Blog: http://Maralai.ilcannocchiale.it

costumi al femminile dell'identità sarda

sui dialetti abbiamo fatto cenno ieri che rischiano di scomparire se non verranno difesi(con le unghie e con i denti) dall'aggressione violenta di chi vorrebbe surclassarli in nome di una "limba comuna" , una lingua artificiale(spero non finanziata dalla Regione) che dev'essere ancora inventata; ora siamo ai pasticci, alle brutte copie, alla minuta degli intellettuali che la vogliono più che proporre(virgola) imporre. costringendo tutti noi a parlare non più con il linguaggio dell'anima qual è il nostro parlare in dialetto, vero patrimonio culturale dell'Isola, ma con un minestrone di vocaboli. sia ben chiaro che i dialetti sono meritevoli di studio, di ricerca, di impegno anche scolastico, e di pubblico sostegno. la lingua di postitza, artificiale, no.

scrivo queste righe in lingua italiana perchè le amiche e gli amici "continentali" di questo spazietto di libertà, si facciano un'idea di ciò che stiamo trattando(nel nostro piccolo, s'intende), possano capire "s'arreinu", ossia la discussione. ora mostriamo una serie di costumi femminili che rappresentano le distinte comunità sarde; ogni costume, in se contempla un distinto dialetto, un distinto canto, una distinta musica poichè abito, costume e dialetto viaggiano insieme.

in varie occasioni questi costumi vengono portati con assoluta fierezza identitaria alla ribalta internazionale, in particolare nelle ricorrenze delle feste di rango come quella di Sant'Efisio di Cagliari (www.youtube.com/watch?v=zIdRFz8oZxc,) Cavalcata Sarda a Sassari(https://www.youtube.com/watch?v=T4D0OjPcC8U), San Simplicio a Olbia, il Redentore a Nuoro.

guardare qui-> https://www.youtube.com/watch?v=GQno9TT-R7

Maralai

(mn)

Pubblicato il 3/10/2016 alle 5.51 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web